La storia del Reiki
tradizionale inizia verso la metà del XIX secolo, anche se affonda le sue radici,
come abbiamo già accennato, nell'oscurità che avvolge la nascita dell'uomo.
La biografia del Maestro
Mikao Usui è stata un
po' "cristianizzata", come dimostrò il Gran Maestro di Reiki William Rand,
scoprendo che non vi sono prove della laurea in teologia del Maestro nè della sua
permanenza a Chicago. Con sicurezza sappiamo che Mikao Usui visse in Giappone
in un monastero buddista Zen. Qui potè leggere la formula
curativa tra alcuni testi scritti nella lingua originale, il Sanscrito.
Ma le informazioni non rivelarono le modalità d'attivazione e d'uso dell'energia.
Continuò le sue ricerche, finchè trovò una formula semplice, antica di
duemilacinquecento anni. Prima d'interpretarla, decise di vivere un periodo
di tre settimane in meditazione, digiuno e preghiera sul monte Koriyama per
cercare di stabilire una comunicazione coi simboli che aveva letto. Durante
quell'esperienza, ottenne le informazioni relative a come attivare l'energia
curativa. Sceso dalla montagna, potè subito sperimentare l'effetto dell'avvenuta
armonizzazione e successivamente continuò a praticare Reiki tra i mendicanti di
Kyoto. Usui si dedicò in seguito alla divulgazione del Reiki in Giappone.
Durante uno dei suoi corsi, incontrò il quarantasettenne
Chiujiro Hayashi, ufficiale di marina in pensione. Nel 1925 lo armonizzò
come maestro di Reiki. Degli altri quindici o sedici, diventati maestri grazie
ad Usui, non si sa nulla. Sappiamo, però, che anche Hayashi ne armonizzò un numero
equivalente e che, soprattutto, continuò l'opera del suo Maestro:
aprì una clinica a Tokyo, in cui i guaritori operavano in gruppo sui malati,
ospitati nell'edificio, anche ventiquattro ore su ventiquattro. Iniziò pure la
pratica a domicilio per le persone che non erano in grado di spostarsi.
A questa clinica arrivò nel 1935
Hawayo Kawamuru, vedova
Takata. Era nata nel 1900
sull'isola Kauai nelle Hawai, dopo gli studi era diventata prima governante, poi
contabile di un ricco piantatore d'ananas della zona; aveva poi sposato
Saichi Takata, amministratore della piantagione. Da quel matrimonio felice erano
nati due bambini, ma nel 1930, a soli trentadue anni, Saichi era morto per un
attacco cardiaco e Hawayo aveva cominciato a soffrire di disturbi fisici ed
emotivi. La sua salute era peggiorata al punto da rendere necessaria, pena la morte,
un'operazione alla colecisti, rischiosa comunque a causa delle condizioni del
suo apparato respiratorio. Nel 1935, la Takata aveva avvisato della situazione
i genitori, tornati a vivere a Tokyo, e si era ricoverata in un ospedale ad Akasaka.
Durante l'attesa dell'operazione, le erano stati diagnosticati
un'appendicite, un tumore e dei calcoli biliari. Aveva deciso d'ascoltare quella
voce, quell'intuizione, che la consigliava d'evitare l'operazione e le indicava
la clinica di Hayashi, come la soluzione dei suoi problemi.
In tale situazione si recò nella clinica e, dopo un periodo di permanenza,
ne uscì guarita nel fisico, nella mente e nello spirito. Dal 1936 iniziò il suo
percorso d'armonizzazione Reiki, aprì una clinica nelle Hawai e, diventata maestra
di Reiki, fu designata da Hayashi a succedergli. In seguito, fu l'unica a far
rimanere in vita la scoperta del Reiki, poichè la seconda guerra mondiale
determinò la morte dei maestri in Giappone e la confisca della clinica.
Il Reiki, grazie a lei, si diffuse dalle Hawai negli Stati Uniti d'America,
poi in Canada ed in Europa. Negli ultimi dieci anni della sua vita, dal 1970 al 1980, la Takata iniziò ventidue
maestri Reiki.
Alla sua morte, la nipote,
Phillis Furomoto, ne ha continuato l'opera.
Attualmente esistono diverse correnti di Reiki, ma il Reiki originario di Usui,
anche detto "
Reiki Ryoho secondo Usui", è
probabilmente il più vicino a quello che la Takata importò nelle Hawai e negli altri stati U.S.A dal
Giappone.
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Revisione del 30 gennaio 2006